SOSTENIBILITA’ e SICUREZZA DEL TERRITORIO

DIALOGHIAMO

La sostenibilità è un processo di cambiamento per cui lo sfruttamento delle risorse, la direzione degli investimenti, l’orientamento dello sviluppo tecnologico e i cambiamenti istituzionali devono essere resi coerenti con i bisogni futuri oltre che con gli attuali

Il Presente e il futuro, il nostro presente ed il futuro dei nostri figli, sono i termini del dialogo della sostenibilità.

Sostenibilità come:

▪ Sostenibilità economica: intesa come capacità di generare reddito e lavoro per il sostentamento della popolazione.

▪ Sostenibilità sociale: intesa come capacità di garantire le condizioni del benessere umano (sicurezza, salute, istruzione) equamente distribuite ovviamente.

▪ Sostenibilità ambientale: intesa come capacità di mantenere qualità e riproducibilità delle risorse naturali.

▪ ed infine Sostenibilità istituzionale: intesa come capacità di assicurare condizioni di stabilità, democrazia, partecipazione e giustizia.

Lo abbiamo appena detto che il concetto di sostenibilità ha la sua radice nel corretto uso delle risorse e, tra queste, di fondamentale importanza è la risorsa energia che, presentando forti implicazioni ed interazioni con l’ambiente, ma anche con i settori economici e con il sistema sociale, arriva a permeare tutti i campi dell’attività umana.

La disponibilità di energia, il costo e l’impatto che le scelte energetiche causano all’ambiente sono tra i fattori che influenzano maggiormente lo sviluppo di una comunità.

L’energia Pulita, l’energia Innocua, l’energia a Basso Costo, l’energia che Rispetta l’Ambiente e che è sempre a disposizione di tutti NON ESISTE. L’unica energia che ha queste caratteristiche e che può veramente aiutarci nella sostenibilità è L’ENERGIA RISPARMIATA.

Il rapporto energia ambiente è ancora troppo conflittuale. La sostenibilità è un obiettivo da raggiungere, è un traguardo da conquistare ci vuole ancora tempo e convinzione. Prelevare energia significa ancora oggi sacrificare l’ambiente ed è per questo che ci vuole una cultura nuova che sappia coniugare i benefici ai sacrifici che dobbiamo fare per garantire realmente la sostenibilità.

Dal nucleare all’eolico, dal fotovoltaico al solare e cosi via dobbiamo fare i conti con l’ambiente e con la sicurezza del territorio e con la salute dei cittadini

Anche ed ancor più all’indomani del referendum contro il nucleare, con il quale gli italiani hanno espresso la volontà di favorire forme di produzione dell’energia davvero ecocompatibili e pulite, il fotovoltaico industriale, che vetrifica e desertifica i campi, sottraendo spazio alle colture, ai pascoli e alla vita selvatica, ed il mega e medio eolico, che falcidia i volatili e sfigura catastroficamente il paesaggio quotidiano di ognuno di noi, devono essere fermati e sostituiti da una politica volta a favorire le produzioni di energia rinnovabile in forme davvero pulite, eticamente ed ecologisticamente parlando. Occorre sicuramente favorire la produzione di energia dal sole per l’autoconsumo, con pannelli fotovoltaici ubicati sui tetti degli edifici recenti, superfici queste biologicamente morte, inutilizzate ed estesissime. Ciò si traduce in un impatto ambientale ed estetico decisamente ridotto, con azzeramento del consumo di suolo vivo e massimo rispetto del paesaggio e degli edifici e centri storici, dove ai normali pannelli occorre sostituire delle soluzioni iper-integrate, innovative e di ridotto impatto estetico! Ma la politica deve saper dare questi indirizzi e non piegarsi inerme alle richieste di impianti sempre più grandi sempre più ossessivamente opprimenti che, non so proprio come fanno ad ottenere le autorizzazioni, si posizionano nei punti più strategici e significativi del nostro paesaggio.

Lo sviluppo sostenibile del territorio non può sussistere se non come la risultante di un complesso di specifiche politiche che valorizzino la gestione ambientale in termini proattivi che, oltre al vincolo, quando necessario, definiscano gli usi delle risorse territoriali ed impatti ammissibili delle attività in modo da promuovere e sostenere un nuovo rapporto tra società ed ambiente naturale, in grado di favorire lo sviluppo di nuove economie e qualificata occupazione. D’altronde anche la crisi della spesa pubblica e l’impoverimento dei bilanci pubblici, obbliga ad adottare nuove politiche che, insieme alla cultura della prevenzione dei dissesti ambientali unisca una valorizzazione in più direzioni, delle

risorse territoriali esistenti. In tale quadro, agricoltura, forestazione e turismo costituiscono una triade inscindibile così come il governo della crescita urbana e della sua “forma” non può separarsi dal più generale governo del ciclo delle acque e del verde urbano. Questa è sostenibilità abbinata alla difesa, alla sicurezza ed al buon utilizzo del territorio

Il binomio Ambiente e Sicurezza del Territorio deve essere basato principalmente sulla tutela e la valorizzazione di queste diverse matrici ambientali, operando, senza ombra di dubbio, attraverso l’elaborazione di strumenti di pianificazione di settore, attraverso il rilascio di autorizzazioni ambientali integrate o settoriali, attraverso la concessione di contributi finalizzati, attraverso controlli, informazione e non per ultimo l’educazione ambientale, il monitoraggio ed il reporting. L’obiettivo è quello di governare tutte le attività e far si che nel territorio esse avvengano in modo ambientalmente sostenibile, nel rispetto della normativa di settore e degli indirizzi programmatici. E non si può prescindere dal considerare prioritariamente la difesa del suolo, la tutela delle aree protette, la gestione dei rifiuti, le bonifiche, le risorse energetiche, l’inquinamento acustico, le risorse idriche, l’inquinamento atmosferico, la protezione civile, le attività estrattive e quello che riusciamo a trasferire alle nuove generazioni in tema ambientale.

Tra queste risorse oggi l’energia è quella che cattura l’attenzione in maniera più forte. Energia significa denaro, immediatamente convertibile e quindi questa benedetta, maledetta energia di cui abbiamo bisogno, della quale non possiamo più farne a meno e dalla quale dipende, oramai, il nostro futuro è al centro del nostro quotidiano.

Stamattina a Potenza si è avviato il congresso dei geologi di Basilicata su un tema molto affine a quello su cui noi stiamo dialogando e cioè: Ricerca, sviluppo ed utilizzo delle fonti fossili. Si parlava e si parlerà per due giorni del petrolio, tema che non trova risposte nella logica della sostenibilità e forse proprio per questo, per la difesa del territorio merita una più sentita azione comune.

Ho portato i saluti come coordinatore delle Professioni Area Tecnica ma mi sono posto a distanza di sicurezza dalla scontata logica, purtroppo tutta lucana, di sostenere i vantaggi economici ed ambientali di raddoppiare l’estrazione di idrocarburi senza alcun specifico riferimento per la sicurezza, per le risorse naturali ed ambientali e per la salute dei

cittadini. La questione petrolio è molto seria e le questioni che stanno emergendo in questi giorni, richiedono una riflessione attenta e partecipata nella quale le popolazioni non possono e non devono essere lasciate fuori, ad assistere inermi alle decisioni della politica. Energia e sicurezza del territorio è un tema da non perdere nello specifico delle estrazioni petrolifere ed un bel convegno ve lo suggerisco io di organizzarlo, magari nella Val d’agri, e sicuramente a stretto giro. Sostenibilità e sicurezza del territorio, ottimo titolo per questo convegno, non può essere un modo di dire, dietro ad esso ci deve essere una cultura matura sui problemi generali dell’ambiente e della salute di cittadini che certamente nessuno li vuole secondi alla logica dell’economia, dello sviluppo.

Mettiamo da parte le fonti fossili e facciamo un’ultima riflessione, e poi concludo, su cosa significa produrre Energia Alternativa:

Eolico, Solare, Fotovoltaico, Biomasse, Termodistruttori

Anche su questi temi dobbiamo stare attenti, perchè andare incontro all’ambiente, se non si ha la corretta consapevolezza di quello che si deve fare si corre il rischio di rovinare ancor più l’ambiente stesso.

In Italia abbiamo un grande patrimonio di beni paesaggistici ed architettonici ed anche tutto ciò che non ricade in aree strettamente vincolate o protette hanno un valore ambientale non indifferente che ce lo invidiano tutti.

Gli impianti di produzione di energia alternativa vanno ben individuati e regimati sulla base di considerazioni che non possono prescindere dal valutare l’eventuale danno ambientale che essi stessi possono produrre. La corsa sfrenata per l’istallazione di nuovi impianti ha prodotto nella nostra regione molti più danni di quelli che sono gli effetti positivi riscontrati. Se poi si considera che all’80% questi impianti sono di iniziativa privata con capitali extraregionali o addirittura multinazionali, riusciamo ben a capire che il business della produzione di energia alternativa se non è controllata e ben governata fa pagare i danni alle popolazioni locali e fa invece arricchire gli speculatori extraregionali.

Sostenibilità e sicurezza del territorio significa anche che l’utilizzazione e l’impiego dell’energia prodotta va contemplata all’interno di un sistema virtuoso di trasferimento, distribuzione e consumo. E’ proprio come l’acqua, dobbiamo captarla, distribuirla e risparmiarla nell’utilizzazione.

Trasferimento Lasciamolo alle imprese specializzate ma assicuriamoci che anche da parte loro ci sia una razionale e parsimoniosa utilizzazione con applicazione di tecnologie di controllo capaci di evitare sprechi e disservizi. Nel settore di trasferimento dell’energia si spende

Tantissimo, troppo, e si fa poco controllo perché i soggetti abilitati che fanno questo sono loro stessi controllori e controllati.

Distribuzione A volte si chiede di ottimizzare e ridurre i consumi agli utenti finali mentre chi distribuisce energia ne dissipa tantissima per inefficienza ed incapacità. I costi di questi disservizi, ovvero tutta l’energia sprecata viene ripartita come costo economico per tutta l’utenza ma il costo ambientale si scarica proprio su tutti, anche su chi non utilizza.

Consumo Qui entra in gioco l’utenza finale, noi compresi ovviamente.

Tutti gli apparecchi che utilizzano energia, tutti gli impianti vanno messi a punto per ridurre sprechi di rendimento. Nel caso di utilizzazione dell’energia per il riscaldamento e il raffrescamento non si può prescindere dall’involucro dell’edificio. Esso è primario rispetto a ogni azione di risparmio. Gli sprechi di energia che si verifica attraverso le pareti è incredibilmente alto. Riscaldiamo la casa ma essa disperde all’esterno; è come se volessimo raccogliere acqua con lo scolapasta. Chiunque riderebbe, eppure nelle nostre case questo avviene troppo spesso e non tutti si rendono conto

Relativamente alla nostra utilizzazione degli immobili, sia per uso abitativo che per altro, e con particolare riferimento all’energia consumata per il riscaldamento degli ambienti, ritengo che oltre ad una normativa specifica capace di dettare regole certe ed individuare principi di buona realizzazione anche attraverso incentivi, contributi e sgravi fiscali, è necessario attrezzarci di una vera e propria bussola capace di orientarci verso prodotti, tecnologie e sistemi di contenimento energetico. Aldilà dei principi condivisibili, aldilà delle opportunità che vanno perseguite, aldilà dell’utilizzazione di materiali idonei allo scopo si assiste ad una vera esasperazione delle buone finalità perseguibili e si apre il campo al business, all’affare e alle operazioni speculative di ogni genere che creano tantissima confusione tra gli stessi destinatari ed in primis proprio tra i tecnici preposti al raggiungimento del nobile obiettivo del 20-20-20.

Oggi tutto gira intorno all’energia ma non esiste sufficiente coerenza nelle logiche che ci vengono propinate. Anche queste cose le dobbiamo dire. Sostenibilità e risparmio energetico non deve essere solo una perfetta adesione alle normative ed un modo avulso di ribadire le raccomandazioni, tanto meno non può essere un continuo messaggio di promozione di prodotti in concorrenza tra loro che dicono tutto e non dicono niente.

Ed allora mi chiedo, perché ci vogliono far risparmiare 10 kw sul riscaldamento domestico propinandoci impianti rivoluzionari e materiali extratecnologici e poi ci nascondono motori per autotrazione che ci farebbero risparmiare più del triplo non solo di energia ma anche di altrettanta immissione di CO2 in atmosfera ?

Perseguiamo veramente l’interesse del mondo o ci adeguiamo a consolidare gli interessi

di qualcuno? Quando accendiamo il riscaldamento, quando premiamo l’acceleratore dell’auto, quando illuminiamo la casa siamo vittime o carnefici del consumo d’energia? Perché non ci propinano sistemi di produzione del calore che non utilizzano energia convenzionale, perché non utilizziamo i farmaci equivalenti, perché non mangiamo prodotti a km 0, perché non ……..? Tutto questo non per essere disfattista e non voler sostenere la logica del contenimento energetico ma per sottolineare quante cose ancora dobbiamo e possiamo fare per ridurre i consumi; per farle tutte queste cose c’è bisogno del concorso di tutti e non solo il sacrificio degli individuati utilizzatori finali. Prendere

coscienza delle reali condizioni in cui ci troviamo e la strada lungo la quale ci muoviamo ci induce a definire meglio il nostro rapporto verso il problema. La cultura del risparmio energetico, l’attenzione all’ambiente e quant’altro è connesso a tutti questi temi ci aiuta a definire un comportamento responsabile e consapevole che lascia ben sperare per il

futuro del nostro pianeta. Tutto questo è sostenibilità .

Arch. Michele Graziadei

LAURIA