LA SITUAZIONE È CRITICA, C’È BISOGNO DELLO SFORZO DI TUTTI
Da dove ripartire per dare al nostro territorio un po’ di respiro e consentire una dignitosa sopravvivenza a coloro che, con caparbietà, non hanno gettato la spugna e continuano a combattere in prima linea? Combattere nel senso metaforico per quanto ci si spende ogni giorno, non solo per se stessi ma, anche e soprattutto, per non veder morire questa nostra regione. E’ ormai una comune convinzione che stiamo andando alla deriva, che ogni giorno che passa qualcosa peggiora e dobbiamo aspettarci il peggio. E’ una rassegnazione che pian piano si diffonde ovunque, in tutti i settori della popolazione e che, purtroppo, non salva nemmeno i giovani. Coloro che hanno una stabile entrata, residuo di un generoso passato, di quando si riusciva non solo a campare ma anche a sperare, o anche coloro che sono riusciti a “guadagnarsi un posto fisso”, oggi sono loro gli unici che non devono fare i conti a fine mese. Qualcuno, “in carriera”, riesce addirittura a star bene … e tutti gli altri? Prima o poi gli altri andranno tutti via e così, insieme a quei pochi fortunati, resteranno in regione solo i pensionati e gli amministratori. Si perché gli amministratori non mancheranno mai, dovranno amministrare se stessi e i loro dipendenti, insieme a qualche anziano che aspetta il treno per l’eternità. Oggi nella nostra regione si è fermato tutto, rimangono funzionanti solo gli uffici delle tasse e qualche sportello istituzionale che distribuisce, a caro prezzo, “illusioni e speranze”. L’economia è ferma, non è stagnante, è proprio bloccata! L’edilizia, grande risorsa di sempre, non tira più come prima perché si è ridotta l’utenza. Il patrimonio esistente non è utilizzato, ci sono tantissimi vani vuoti e ovunque si legge “vendesi”, “fittasi”. E poi, se si volesse investire qualche risorsa, la burocrazia e le lungaggini procedurali fanno perdere anche la voglia di ristrutturare casa. I piccoli lavori sono diventati proibitivi, si fa prima a realizzare un nuovo palazzo che una semplice copertura in legno. Oltre 12 mesi sono i tempi di espletamento di una pratica per una tettoia in legno a proteggere l’ingresso dalla pioggia battente. Il solo “visto” regionale per l’ultimazione della struttura richiede un tempo medio di oltre novanta giorni. Questo significa che nemmeno chi dovrebbe amministrarci è in grado di fare in tempo quanto è di loro competenza. Niente di personale a tutti coloro che fanno il proprio dovere e magari anche in condizioni disagiate; sta di fatto, però, che la macchina amministrativa non funziona, eppure è la macchina che rappresenta le Istituzioni, che rappresenta lo Stato, è quella che dovrebbe venirci incontro per stimolare una certa ripresa. Anche la sanità sta affondando; fino a qualche decennio fa, avevamo raggiunto un discreto livello di considerazione. Oggi abbiamo attese di sette mesi, ma anche di otto o di nove per visite e esami di un certo tipo. Per qualche specialità addirittura non si accettano prenotazioni perché la lista è oltre i dodici mesi. Siamo quindi costretti ad andare a pagamento oppure a emigrare in altra regione. Si perché basta andare appena fuori del nostro territorio e tutto sembra funzioni meglio. Una volta avevamo il paesaggio invidiabile, ora, tra pale eoliche e fotovoltaico sistemato terra, lo scenario che si presenta è allucinante. La ricchezza del petrolio non la si avverte, forse è poca o forse è solo mal utilizzata. Sta di fatto che il “sig. petrolio” ci sta creando più problemi che benefici e i problemi ambientali che ne derivano sono irreversibili. Un motivo in più per andar via ? Ma no, consideriamolo solo un ulteriore stimolo a non mollare ! Matera 2019 ha creato un certo interesse che va consolidato e chissà se Potenza, Capitale dello sport 2021, riuscirà a dare un po’ di ossigeno a quanti stanno annaspando. E’ una buona occasione da saper spendere come “Sistema Potenza” e mi auguro che la città capoluogo vorrà ben coinvolgere l’intero suo hinterland per rilanciare l’intero territorio e ripristinare quel perduto dialogo tra i comuni. Si avverte la necessità di riprendere le cose buone che sono state fatte e arrivare a condividere una comune programmazione che porti, finalmente, ad una conseguente pianificazione dell’intero territorio del potentino.
Arch. Michele Graziadei
PUBBLICATO: LA NUOVA DEL SUD