Edil&nergy

SALONE DELL’ENERGIA E DELL’EDILIZIA SOSTENIBILE

Produrre Energia Alternativa

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Termodistruttori

Stare attenti: andare incontro all’ambiente si può rovinare ancor più l’ambiente

In Italia abbiamo un grande patrimonio di beni paesaggistici ed architettonici ed anche tutto ciò che non ricade in aree strettamente vincolate o protette hanno un valore ambientale non indifferente. Gli impianti di produzione di energia alternativa vanno ben individuati e regimati sulla base di considerazioni che non possono prescindere dal valutare l’eventuale danno ambientale che essi stessi possono produrre. La corsa sfrenata per l’istallazione di nuovi impianti ha prodotto nella nostra regione ben molti più danni di quelli che sono gli effetti positivi riscontrati. Se poi si considera che all’80% questi impianti sono di iniziativa privata con capitali extraregionali o addirittura multinazionali, riusciamo ben a capire che il business della produzione di energia alternativa se non è controllata e ben governata fa pagare i danni alle popolazioni locali e fa invece arricchire gli speculatori extraregionali.

L’utilizzazione e l’impiego di questa energia prodotta, o comunque tutta l’energia che abbiamo a disposizione, va contemplata all’interno di un sistema virtuoso di trasferimento, distribuzione e consumo. E’ proprio come l’acqua, dobbiamo captarla, distribuirla e risparmiarla nell’utilizzazione.

Trasferimento Lasciamolo alle imprese specializzate ma assicuriamoci che anche da parte loro ci sia una razionale e parsimoniosa utilizzazione con applicazione di tecnologie di controllo capaci di evitare sprechi e disservizi. Nel settore di trasferimento dell’energia si spende tantissimo e si fa poco controllo perché i soggetti abilitati che fanno questo sono loro stessi controllori e controllati

Distribuzione A volte si chiede di ottimizzare e ridurre i consumi agli utenti finali mentre chi distribuisce energia ne dissipa tantissima per inefficienza ed incapacità. I costi di questi disservizi, ovvero tutta l’energia sprecata viene ripartita come costo economico per tutta l’utenza ma il costo ambientale si scarica proprio su tutti, anche su chi non utilizza.

Consumo Qui entra in gioco l’utenza finale, noi compresi ovviamente.

Tutti gli apparecchi che utilizzano energia, tutti gli impianti vanno messi a punto per ridurre sprechi di rendimento. Nel caso di utilizzazione dell’energia per il riscaldamento ed il raffrescamento non si può prescindere dall’involucro dell’edificio. Esso è primario rispetto ad ogni azione di risparmio. Gli sprechi di energia che si verifica attraverso le pareti è incredibilmente alto. Riscaldiamo la casa ma essa disperde all’esterno; è come se volessimo raccogliere acqua con lo scolapasta, chiunque riderebbe eppure nelle nostre case questo avviene e non proprio tutti si rendono conto

Relativamente alla nostra utilizzazione degli immobili, sia per uso abitativo che per altro, e con particolare riferimento all’energia consumata per il riscaldamento degli ambienti, ritengo che oltre ad una normativa specifica capace di dettare regole precise ed individuare principi di buona realizzazione anche attraverso incentivi, contributi e sgravi fiscali, è necessario attrezzarci di una vera e propria bussola capace di orientarci verso prodotti, tecnologie e sistemi di contenimento energetico. Aldilà dei principi condivisibili, aldilà delle opportunità che vanno perseguite, aldilà dell’utilizzazione di materiali idonei allo scopo si assiste ad una vera esasperazione delle buone finalità perseguibili e si apre il campo al business, all’affare e alle operazioni speculative di ogni genere che creano tantissima confusione tra gli stessi destinatari ed in primis proprio tra i tecnici preposti al raggiungimento del nobile obiettivo del 20-20-20.

Oggi tutto gira intorno all’energia ma non esiste sufficiente coerenza nelle logiche che ci vengono propinate. Anche queste cose le dobbiamo dire, una fiera dell’energia non può e non deve essere solo una vetrina di perfetta adesione alle normative ed un modo avulso di ribadire le raccomandazioni, tanto meno una scontata esposizione di prodotti in concorrenza che dicono tutto e non dicono niente. Ed allora perché ci vogliono far risparmiare 10 kw sul riscaldamento propinandoci impianti rivoluzionari e materiali extratecnologici e poi ci nascondono motori per autotrazione che ci farebbero risparmiare più del triplo non solo di energia ma anche di altrettanta immissione di CO2 in atmosfera ?

Perseguiamo veramente l’interesse del mondo o ci adeguiamo a consolidare gli interessi di qualcuno? Quando accendiamo il riscaldamento, quando premiamo l’acceleratore dell’auto, quando illuminiamo la casa siamo vittime o carnefici del consumo d’energia?

Perché non ci propinano sistemi di produzione del calore che non utilizzano energia convenzionale, perché non utilizziamo i farmaci equivalenti, perché non mangiamo prodotti a km 0, perché non ……..? Tutto questo non per essere disfattista e non voler sostenere la logica del contenimento energetico ma per sottolineare quante cose ancora dobbiamo e possiamo fare per ridurre i consumi ma per farle tutte queste cose c’è bisogno del concorso di tutti e non solo il sacrificio degli individuati utilizzatori finali. Prendere coscienza delle reali condizioni in cui ci troviamo e la strada lungo la quale ci muoviamo ci induce a definire meglio il nostro rapporto verso il problema. La cultura del risparmio energetico, l’attenzione all’ambiente e quant’altro è connesso a tutti questi temi ci aiuta a definire un comportamento responsabile e consapevole che lascia ben sperare per il futuro del nostro pianeta.

Arch. Michele Graziadei

TITO, ENTE FIERA BASILICATA