FACCIAMO RIPARTIRE L’ECONOMIA

ARMIAMO LE LIBERE PROFESSIONI

Dobbiamo riprendere le attività e mettere tutti nelle condizioni di lavorare per produrre reddito e recuperare le dure perdite dei mesi scorsi. Questo vale in tutti i settori e non basta la volontà di ciascuno di noi, c’è bisogno anche del sostegno e del coordinamento delle istituzioni. Il settore delle costruzioni rappresenta sicuramente un grande riferimento per il rilancio dell’economia nazionale, sia per gli investimenti privati che per quelli pubblici. Dobbiamo però fare presto e bene, dobbiamo riaprire i cantieri e questo necessita di un’azione efficace ed efficiente da parte delle Amministrazioni. Abbiamo bisogno di coordinamento e rapidità per ridurre i tempi di attesa per consentire di mandare subito in appalto le risorse disponibili. 

Francamente confido in una buona ventata di risorse fresche che verranno spese nelle costruzioni tra opere pubbliche e qualche intervento privato. Nella nostra regione il mercato privato è sempre stato alquanto ridotto rispetto al pubblico perché manca quella committenza di medie e grandi aziende che in altre aree aiutano a far crescere gli investimenti. L’edilizia abitativa possiamo considerarla alquanto satura e solo le ristrutturazioni, considerando tutti gli incentivi statali, riescono a dare qualche mano di aiuto. Il comparto delle opere pubbliche è invece abbastanza cospicuo, sia per quanto trasferito direttamente ai comuni che per quanto affidato ad altri soggetti attuatori. Ci sarà bisogno di adeguare tutti gli edifici pubblici, tutti i locali di servizio, tutte le attrezzature, nonché le aree di frequentazione pubblica. Saranno per lo più fondi gestiti da Regione Province e Comuni che andranno spesi velocemente e necessiteranno non solo di un largo utilizzo di imprese ma anche di professionisti tecnici che dovranno predisporre la progettazione e seguire i lavori fino al collaudo finale. 

Troppe volte, in questi ultimi anni, abbiamo assistito alla ridotta, a volte completamente assente, utilizzazione dei liberi professionisti per supportare le amministrazioni nei ruoli di competenza. Quasi sempre tutti gli Enti hanno optato per un rilevante aggravio di lavoro nei loro uffici tecnici; hanno utilizzato il personale interno a svolgere progettazione e direzione lavori spesso a discapito della programmazione, del controllo e di tutti gli altri compiti istituzionali collegati al rapporto con i cittadini ed il controllo del territorio. Se invece si istaurasse una più logica distribuzione del lavoro tra i professionisti esterni e quelli dipendenti, si potrebbe meglio coordinare tutta la filiera. Agli esterni andrebbe affidata la progettazione, la direzione lavori, la sicurezza e il collaudo mentre le professionalità interne potrebbero curare al meglio la programmazione delle opere pubbliche, nonché il controllo in tutte le fasi. Gli interni dovrebbero essere gli affidatari dei processi d’intesa tra le varie amministrazioni per arrivare a reali snellimenti burocratici e amministrativi che purtroppo, nonostante gli infiniti proclami, ancora non si riescono a cogliere. 

Coinvolgere i professionisti esterni non comporta di fatto una maggiorazione della spesa per ciascun intervento. Ogni lavoro pubblico prevede già, nel suo quadro economico, la spesa per progettazione direzione etc. per cui non si andrebbero a sforare i parametri di costo a monte definiti. Avendo più soggetti a curare l’intero procedimento, si potrebbe attendere una maggiore economia sia per la doppia e più attenta contabilizzazione dei lavori effettivamente eseguiti sia per un più rigido controllo dei tempi e della qualità. Andrebbero, altresì, evitati gli appalti integrati dove il progetto, redatto dall’impresa esecutrice, risponde più a logiche di convenienza imprenditoriale che al reale interesse della committenza e quindi dei cittadini. L’affidamento degli incarichi esterni andrebbe disciplinato da apposita procedura regolamentare, che contempli il rispetto dell’attuale normativa con tutti i requisiti di garanzia ed affidabilità compresa la partecipazione dei giovani professionisti.

Detta procedura, d’intesa con i professionisti dipendenti delle amministrazioni, rientra nella osservanza del codice degli appalti senza alcun ricorso a specifica normativa.

Le risorse finanziarie per rialzarci sono in arrivo, dobbiamo essere pronti già da domani per operare con la massima solerzia e offrire risposte senza più aspettare.

La Regione deve farsi carico della sua attuazione condividendola tra Ordini professionali, Comuni e altri Enti attuatori degli interventi pubblici.

Arch. Michele Graziadei