ORA ” RIVESTIAMO ” VIALE FIRENZE

Gli alberi distrutti hanno cambiato il volto della città

L’ultima nevicata ha provocato molti danni e determinato l’impraticabilità della città per diversi giorni. La neve non è stata proprio abbondante ed anche la temperatura non era di quelle polari alle quali siamo abituati. E’ stata una nevicata di primavera che comunque ci ha messo in ginocchio. Eppure viviamo in una città di montagna dove certe cose sono frequenti, dove dovremmo essere sempre pronti e preparati per affrontare una perturbazione ed invece ……ogni volta dimostriamo la nostra disorganizzazione, l’inefficienza a ripristinare la percorribilità delle strade e dei marciapiedi e così, dando colpa alla neve, rimaniamo con scuole chiuse per quattro giorni, trasporti inesistenti e rischio di finire sotto il crollo di un albero o di una tettoia.

Questa volta la neve ha lasciato il suo segno, una ferita indelebile che non lascia scampo. Tanti alberi di alto fusto sono stati distrutti, in ogni parte della città la neve ha portato via qualche importante riferimento. La distruzione più eclatante e quella su Viale Firenze dove sono andati perduti ben 12 alberi di oltre 50 anni. Mezzo secolo di storia, di riconoscibilità dei luoghi, di intima appartenenza è stato cancellato. La città è fatta non solo di case e di strade ma anche di suoni, odori, colori e di tutta quella natura che si adatta e si integra a definire l’immagine urbana. Gli alberi, oltre alla normale ed importante funzione di purificare l’aria, di ombreggiare e di accogliere tanti piccoli animali, rappresentano la storia dei luoghi, contano gli anni della nostra vita e definiscono l’immagine della città o comunque di quella parte urbana con la quale i cittadini si relazionano quotidianamente. Cambiare questa immagine nell’arco di una sola giornata è come se si fosse modificata la scena del nostro vivere urbano, è come se ci ritrovassimo di colpo in un altro luogo, in un posto sconosciuto che non identifichiamo e che ci innesca ansia, paura, preoccupazione, insicurezza e che …. in qualche modo modifica la nostra stessa identità. Viale Firenze con le sue essenze arboree raccontava la sua storia, quella dell’intero Rione Risorgimento, quella della città e di ciascuno di noi che ci riconoscevamo in quella scena urbana.

Possibile una tale tragedia ? Potevamo evitarla o comunque attenuarla ? Ci sono responsabilità ? La città non può non chiedersi queste cose, non possiamo far passare quanto è successo come l’ovvia conseguenza di una banale nevicata. In città ci sono molti altri alberi dello stesso tipo (pinus italicus) che fortunatamente se la sono scampata ma che alla prossima neve potrebbero soccombere. Forse andavano ancorati, potati nei rami più lunghi e pericolosi; insomma qualcuno doveva immaginare il rischio a cui si andava incontro. A questo punto, dopo quello che è successo, l’Ufficio Verde Urbano della città dovrebbe consultarsi con specialisti, con l’Università e programmare gli interventi necessari per mettere in sicurezza tutto il verde che ci rimane affinché non si ripeta analoga situazione con il rischio anche di provocare qualche vittima. Naturalmente occorre anche studiare come intervenire in Viale Firenze (e non solo), per ricostituire al più presto un’immagine urbana più consona alla nostra storia e alla nostra cultura e non lasciare questo pezzo di città nell’angosciante squallore in cui oggi, purtroppo, è precipitato.

Arch. Michele Graziadei

PUBBLICATO: LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO