L’ORDINE DEGLI ARCHITETTI COMPIE 20 ANNI – ANALISI E PROSPETTIVE
Venti anni di attività sembrano tanti ma invece sono pochissimi per un Ordine professionale che ancora non ha perduto l’entusiasmo della giovinezza e che continua a macinare imperterrito una infinità di attività. Abbiamo voluto cogliere questa occasione del 20° compleanno per fare il punto della situazione, per verificare la rotta ed eventualmente correggerla. Due anni fa, in autunno, in occasione del 5° Congresso Nazionale degli Architetti abbiamo tenuto il nostro primo Congresso Regionale i cui atti sono stati pubblicati in un magnifico book che abbiamo distribuito un po’ in giro per l’Italia conseguendo un notevole successo non solo per la forma e le veste editoriale ma anche e soprattutto per i contenuti. Ho riletto gli interventi di allora e vi assicuro che sono ancora molto attuali, perché in molti casi hanno anticipato tematiche che oggi rappresentano il fulcro del dibattito sulla professione. La partecipazione degli iscritti a tutte le iniziative dell’Ordine è sempre altissima, e questo dimostra l’alto senso di responsabilità di ognuno abbinato ad un forte coinvolgimento che l’intero Consiglio riesce a trasmettere. Grazie a tutti i colleghi, che con grande entusiasmo sostengono le nostre iniziative e ci offrono la linfa vitale per affrontare e superare le tante difficoltà quotidiane.
Il Consiglio Nazionale è sempre a noi vicino come è vero che noi lo siamo a loro. Potenza rappresenta anche nello scenario nazionale un riferimento preciso che, senza brillare per eccessi di protagonismo, ha sempre sostenuto una politica professionale attorno alla quale si sono determinati grandi consensi. Grazie presidente Sirica per la tua disponibilità ed il piacere che manifesti di essere sempre presente nelle manifestazioni potentine. Eri qui al nostro 1° congresso regionale, come lo eri a luglio dello scorso anno, insieme ad altri colleghi presidenti a dare sostegno ed impulso per una riflessione sulla legge dei lavori pubblici alla vigilia dell’entrata in vigore del regolamento. Grazie a Gigi Mirizi, il nostro segretario nazionale, ed a Nino Zizzi il tesoriere del CNA. Sono tutti amici da sempre, ex presidenti di Ordini che sono cresciuti all’interno di un valido coordinamento meridionale che per anni si è battuto a sostegno di una politica professionale di grande azione ed efficacia a difesa delle libere professioni contro il pericolo, non ancora del tutto scongiurato, delle imprese e delle anonime società di capitale.
Saluto e ringrazio il presidente dell’Ordine di Bari, Matera, Lecce, Brindisi, Catanzaro. Il grande rapporto di amicizia che abbiamo saputo istaurare con gli altri Ordini è testimoniato dalla loro presenza a questo incontro.
Con tutti loro c’è sempre stata un’intesa perfetta oltre ad un grande rapporto di sincera amicizia che ci ha consentito di mutuare le risorse ed ottenere risultati sempre ottimali. Anche se siamo un Ordine piccolo, e lo eravamo ancora di più qualche anno addietro, abbiamo espresso un consigliere nazionale e questo fa capire quanto sia stata efficace e condivisa la sussidiarietà dell’azione intrapresa.
Gli architetti italiani, grazie anche al lavoro del CNA, oggi sono in perfetta sintonia e perseguono gli stessi obiettivi; dobbiamo salvare una professione, una categoria…. una cultura. Abbiamo sì, vinto molte battaglie, ma ancora c’è da fare, diciamolo francamente; da una rivisitazione del regolamento dei lavori pubblici, alla tormentata definizione di questa riforma degli Ordini che ancora non ci convince. Il federalismo ci offrirà grandi occasioni di autonomia nell’affrontare e risolvere tutte le problematiche determinate da particolari condizioni territoriali; l’impegno del nostro Ordine non molla sulle generali problematiche di categoria e come abbiamo sempre fatto lavoreremo per una grande unità fra tutti gli architetti italiani per individuare le giuste condizioni di un definitivo riscatto.
Grazie alla Regione Basilicata, al Presidente Bubbico, nostro collega architetto con il quale riusciamo ad intenderci su molte cose e con il quale sicuramente dobbiamo dialogare di più, su tante questioni, e conoscendo la sua disponibilità son sicuro che riusciremo a definire un rapporto ancor più costruttivo.
Saluto il Presidente della Provincia Santarsiero e lo ringrazio per essere qui con noi. Abbiamo un comune riferimento territoriale che ci ha visto molto spesso insieme in tante iniziative tra le quali voglio sottolineare il concorso per la piazza di Giuliano. Sono certo che nei prossimi mesi implementeremo ancor più i rapporti cominciando proprio dal Piano Urbanistico Provinciale, di cui siamo un po’ tutti desiderosi di conoscerne gli sviluppi e su cui l’Ordine vorrà avere un ruolo determinante.
Saluto e ringrazio il Sindaco di Potenza Fierro, il mio sindaco. Lo ringrazio a nome di tutti gli architetti per la sensibilità che sta manifestando negli e nel ruolo dell’architettura. Una delega importante come la pianificazione e l’assetto del territorio abbinata alla riqualificazione urbana assegnata ad un architetto, al presidente dell’Ordine degli architetti, la dice lunga su quanto egli sia convinto che è veramente giunta l’ora di guardare la città ed il territorio in maniera diversa e più incisiva. La città di Potenza ha creduto ed istaurato il concorso d’idee come prassi corrente. Con il Giardino d’inverno è il terzo concorso d’idee messo in campo nell’arco di 14 mesi. A Vienna come a Strasburgo in questi giorni si sta parlando della città di Potenza, di via Pretoria, del palazzo Bonfacio e del “mercatino dei poveri”. Le iscrizioni a questo concorso sono state oltre 60, da ogni parte d’Italia e d’Europa. La commissione preposta, costituita da indiscussi nomi dell’architettura europea sarà al lavoro da subito e contiamo di far conoscere il nome del vincitore entro il 20 di novembre e subito dopo seguirà, come ormai prassi acquisita, mostra, dibattito e pubblicazione. Siamo già pronti per altri concorsi su temi molto interessanti che naturalmente non voglio anticipare per ovvi motivi di correttezza. Anche i nostri architetti, specie i giovani, hanno superato qualche iniziale timidezza nel partecipare ai concorsi ed ora sono pronti ed organizzati e lo dimostra il crescente numero di partecipazione non solo ai nostri bandi ma anche a tutti gli altri che vengono indetti a livello europeo. La pagina concorsi del nostro sito Web e certamente la più frequentata a prova dell’aumentato interesse che siamo riusciti ad innescare. Il concorso d’idee è indubbiamente il percorso più idoneo per un confronto professionale serio e responsabile, ove la competitività è sana ed offre grandi possibilità di crescita culturale non solo ai partecipanti ma anche agli amministratori ed agli stessi cittadini. Lo abbiamo visto con le esperienze già attivate verificando anche il grande livello di partecipazione popolare che si innesca con la semplice mostra delle proposte progettuali. Concorso d’idee, non concorso di progettazione, ove sono tagliati fuori tutti i giovani ma anche tutti gli studi che non hanno sufficiente disponibilità di investimento per sostenere le spese di un progetto, anche se preliminare. Dobbiamo garantire, altresì, l’affidamento dell’incarico anche attraverso il concorso d’idee, senza passare per il successivo bando di affidamento che tanto mortifica gli architetti e tanto soddisfa, invece, coloro che hanno fatto della progettazione una mera prestazione di servizio.
Saluto il presidente degli ingg., il presidente dei geomm. Saluto tutti gli architetti presenti in sala ed ovviamente consentitemi in questa giornata di ringraziare a nome di tutti Luciano Mastroberti e tutti i colleghi che in questi 20 anni si sono avvicendati nel consiglio dell’Ordine.
Venti anni di storia stanno scorrendo attraverso le immagini proiettate che rappresentano tutte le iniziative che abbiamo messo in atto. Ho raccolto personalmente tutti questi ricordi che testimoniano un’intensa attività avviata all’indomani della costituzione, a prova di come sentivamo il bisogno di avere un organismo di categoria al nostro fianco, per sostenerci, per aiutarci a combattere tutte le battaglie, e non sono state poche, in difesa di una professione e di una cultura che certamente non aveva, nel nostro territorio, grandi riferimenti e tradizioni.
Ringrazio e ricordo Tonino Costabile, le tante riunioni che abbiamo tenuto nel suo “Archstudio” che per qualche anno ha rappresentato un po’ la succursale dell’Ordine; poi l’autonomia da quella grande struttura napoletana che all’epoca raggruppava tutti gli architetti della Campania, Abruzzo, Molise e Basilicata. Il Commissario che ci ha traghettato da Napoli a Potenza è stato l’arch. Tonino Salvatore, erano i mesi successivi al terremoto del 1980. Nel 1981, appunto venti anni fa, il primo consiglio dell’Ordine con Luciano Mastroberti presidente che ci ha guidati per oltre un decennio fino alla sua elezione a tesoriere del CNA. La ricostruzione, attuatasi attraverso le perizie della 219 anche se ha offerto, un pò a tutti, opportunità di lavoro, ci ha mortificato sul piano della qualità progettuale. Pronta è stata la risposta che come Ordine abbiamo voluto fornire promovendo incontri culturali ed avviando un serrato dibattito sull’architettura. Il buon Antonio Carbone ci ha guidati facendoci confrontare con le esperienze professionali di illustri colleghi, istituendo quegli incontri di architettura che ancora oggi rappresentano un efficace strumento di crescita culturale.
Sarebbero tante le cose da dire ed i nomi da ricordare dei tanti colleghi che in questi venti anni si sono prodigati per l’Ordine ed a loro va il ringraziamento di tutti noi.
Perdonatemi se sono andato sui ricordi ma io sono vecchio ed ai vecchi spetta anche questo ruolo; il nostro Ordine è costituito prevalentemente da giovani, io ho il n°20 d’iscrizione e potete ben capire che fino al n°600 quanti ragazzini e ragazzine troviamo. I ricordi, come i compleanni, sono salutari se vissuti con ottimismo e spirito costruttivo. Io ho avuto questa grande fortuna di veder in venti anni come si è andata evolvendo la tipologia degli iscritti, come i giovani sono cresciuti e come l’Ordine si è sempre più riempito di giovani.
Credo che queste sono occasioni importanti in cui dobbiamo guardarci indietro per meglio capire il presente ed organizzarci per il futuro, anche perchè per gli Ordini ci sarà ancora “futuro”; dopo gli infiniti tentativi, giunti da tutte le parti, per cancellare definitivamente il sistema ordinistico, oggi gli Ordini professionali recuperano posizione e si candidano ad essere la vera forza propulsiva delle professioni. Il cammino è lungo, siamo soddisfatti di quello che abbiamo fatto ed abbiamo tanta voglia di trasmettere ai giovani colleghi quella grinta di sempre che ci ha fatto superare e vincere le situazioni più difficili. Ai cittadini, agli amministratori ai politici diciamo che l’Architettura in Italia deve tornare a fiorire, la qualità urbana deve essere la vera caratterizzazione delle nostre città e gli architetti sono pronti ad affrontare questa sfida. Il concorso di idee, che stiamo positivamente mettendo in atto proprio nella città capoluogo, comincia a dare i suoi risultati. La città di Potenza sta segnando una traccia e vi assicuro che anche in periferia si comincia finalmente a parlare di architettura, di concorsi e di qualità urbana. Abbiamo ancora tante cose da fare, ed è per questo che ci sentiamo giovani, perché il mondo deve cambiare e noi vogliamo essere i protagonisti di questo cambiamento.
Arch. Michele Graziadei
RIFREDDO, GIUBILEO HOTEL