CITTÀ PIENA DI SQUALLIDE FERRAGLIE

QUESTE “IN-UTILI” TETTOIE DI FERRO ZINCATO

ROTONDE E FERMATE DEI BUS SENZA UN PIANO DI TRASPORTO URBANO

Che ne facciamo di tutte le fermate per il trasporto urbano che negli ultimi due anni hanno riempito di squallide ferraglie tutti i rioni della nostra città? Qualcuno sicuramente aveva nella testa un piano di trasporto urbano molto efficiente ed efficace, regolato elettronicamente da nuove tecnologie capaci di offrire all’utente ogni indicazione per una invitante utilizzazione del servizio e invece ….. Forse è stato solo un finanziamento da consumare velocemente nel settore dei trasporti senza alcun impegno a completarlo, o peggio ancora solo un appalto da ultimare secondo le scadenze europee. E invece tutto rimane a mezz’aria o addirittura va a peggiorare ulteriormente l’arredo urbano senza offrire nulla ai cittadini. Questo lo abbiamo da subito temuto in molti ma solo in pochi lo hanno estrinsecato. Potenza quindi è una città dove si sono realizzate pensiline per ripararsi se piove e non si ha l’ombrello ma solo a condizione che la pioggia non sia accompagnata dal vento. Ci si può dare un appuntamento ad un amico e, se non fa troppo freddo, si può aspettare stando seduti su ferri zincati della annessa seduta. Se poi la pensilina è situata in una buona posizione urbana, magari vicino ad un bar o un giornalaio, i pensionati possono utilizzarla come luogo di aggregazione, per farsi una chiacchiera e leggere il giornale, a condizione che non faccia freddo e che la tettoia consente a un raggio di sole di raggiungere la panchina. Tutte comodità che, dal momento che ci sono, i cittadini cercano di utilizzare al meglio, tanto per tirar fuori un po’ di orgoglio e non ammettere che è proprio solo un inutile e dannoso spreco. Insomma queste fermate possono essere utili per tutto tranne che per essere fermate degli autobus ! Si perché queste fermate sono state messe ancor prima di decidere le linee di percorrenza dei bus e formulare un piano di trasporto pubblico urbano. Non credo che a monte ci sia stato un progetto o una simulazione tanto è vero che abbiamo assistito a qualche fermata realizzata e poi subito smantellata perché posizionate in sito non consentito. E chi ha pagato questi errori derivanti dalla mancanza di un progetto validato e autorizzato? Insomma sembrerebbe che siano state posizionate e realizzate a discrezione di qualche tecnico comunale o forse direttamente dall’impresa esecutrice sulla base di un semplice standard senza alcuna visione d’insieme. Dove invece potevano servire non sono state posizionate e sono rimaste in piedi vecchie e arrugginite tettoie che nulla tolgono e nulla aggiungono al decoro complessivo della città. Ci ritroviamo spesso queste inutili ferraglie dove il bus non solo storicamente non è mai transitato ma dove effettivamente non potrà mai farlo per la strettezza della strada. Per non dire poi dei tabelloni elettronici che sono rimasti accesi qualche giorno solo per verificarne la connessione elettrica. Non si è mai percepito l’attuazione di una simulazione, nemmeno come collaudo per la regolarizzazione dei lavori. Molte fermate non hanno il tabellone perché in quel punto non arriva il collegamento, in altri casi il tabellone rimane distante dalla pensilina o addirittura è sul fronte opposto della strada in posizione scarsamente visibile e quindi non utilizzabile. Immaginiamo che il finanziamento sia servito tutto per l’efficienza tecnologica delle informazioni da fornire a ciascuna fermata e quindi tra software e gestione del software, tra hardware e manutenzione indispensabile non siamo avanzate risorse per offrire una risoluzione cromatica al ferro che rimane, almeno fino ad oggi, di un grigio zincato, sicuramente intonato ad una città sempre più grigia e tetra.

E poi le rotonde per regolare il traffico, realizzate con la presunzione che funzionano senza alcuna necessità di verificarne l’efficacia. Sono state costruite addirittura in calcestruzzo armato e rivestite con pietre e blocchetti di marmo. Se si dovesse modificare il flusso del traffico per meglio calibrarlo alle effettive esigenze, dopo una sperimentazione di qualche mese, questi monumenti che decorano gli incroci delle nostre strade potrebbero anche risultare inutili o intralcianti e richiedere di essere rimossi. E chi ne pagherebbe le spese? E allora per evitare che questo accada sicuramente si dirà per molti anni che il traffico, così come organizzato, va bene, anzi va benissimo e ci teniamo così la città che meritiamo.

Arch. Michele Graziadei

PUBBLICATO: LA NUOVA DEL SUD